Io sono Davide e quando Gaia e Michael mi hanno parlato di Genitori in fuga mi sono subito appassionato all’idea.
Genitori in fuga si, ma da cosa? Sia chiaro prima da cosa fuggiamo e perché, altrimenti come accade nel gioco dell’oca rischiamo di tirare i dadi solo per tornare in gattabuia più frustrati di prima. Io scappo dalla crisi di un quarantenne, non una novità, che avverte forte il pericolo di perdere ciò da cui tutto era partito, “noi due”. Già perché è questo che si tende a dimenticare che tutto tende a farci dimenticare.
Ecco gl’imputati: la tirannia del lavoro, la prole esclusivista del nostro cuore, gli equilibrismi nelle sensibilità dei familiari, la coltura delle amicizie ed in fine Lui, l’affamatore di libertà, lo schiavista, l’alienatore per antonomasia, il terribile, il solito tran tran.
Storia vecchia lo so ma rifiuto l’idea che ci si debba arrendere. Se è vero che tutto è partito da “noi due” è altrettanto vero che tutto finirà ancora con “noi due” e ovunque saremo allora l’importante non saranno i chilometri percorsi ma la qualità del viaggio e io sul tran tran no ho più voglia di viaggiare. Purtroppo il convoglio non fa fermate e per scendere si deve saltare, rompere la routine. Bisogna però che anche mia moglie Silvia sia pronta a saltare, diversamente rimarrò sul tran tran.
Quindi per voi che mi leggete, prima di riempire la valigia con un po’ di voglia di riscoprirsi aspetterò che Lei mi risponda in questo spazio. Se salterà con me saremo felici di raccontarvi le nostre fughe.
Questo articolo e' stato scritto
Saturday, March 31st, 2007 alle 7:27 am ed e' archiviato sotto Un po' di noi.
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