Si avvicina il week end, magari è anche previsto tempo brutto, nessun evento scolastico-festaiolo all’ orizzonte; come far impiegare il tempo ai tuoi tre vivacissimi (come ogni bimbo di età compresa tra i 3 ed i 9 anni) figli? E’ proprio tutto cambiato rispetto ad una volta quando noi coppia e non ancora genitori, trascorrevamo rilassanti sabato e domenica tirando tardi anche senza far nulla od organizzando simpatiche giornate con amici o romantiche uscite tra di noi.

Si provava un po’ di rammarico alla domenica sera pensando alla fine di un bel week end ed all’inizio di un’altra settimana lavorativa “lontani” dalle rispettive metà; ora invece quasi paventando l’approssimarsi del fine settimana, siamo sui blocchi di partenza del lunedì mattina pronti a stappare per la fine dei due giorni di prole full immersion e l’inizio della anche da noi alla loro età odiata ma ora quasi agognata scuola!

La vita di coppia infatti seppur da una parte sicuramente arricchita e variata in molti suoi aspetti, per altri versi ne risulta depauperata ed anche (uso una parola forte) inaridita. Mancano la complicità, lo scherzo (sei genitore, spesso devi fare la parte del “cattivo”), le piccole romanticherie, il godersi l’un l’altra, il piacere di stare insieme raccontandosela senza le continue incessanti battaglie per portarsi via la parola e dire la propria da parte dei figli che come tirannini soprattutto al momento del pasto cercano di attirare l’attenzione dell’uditorio prevaricando sull’altro.

Pensando poi ad altri aspetti della situazione mi viene da sorridere: sabato mattina Davide ed io appena svegli in fase di coccole… ed il figlio nr. 2 che chiama dal letto a gran voce, la notte precedente passata con qualche linea di febbre (su 3 la probabilità di uno indisposto aumenta), vuoi non alzarti?

Successivamente nel corso della giornata una piccola fuga in bagno lontani da occhi indiscreti… ed il figlio nr. 1 che bussa per qualcosa di come sempre “urgentissimo” da comunicare con relativa missiva passata sotto la porta per essere sicuro di venire ascoltato; risultato tutto rimandato a momenti più tranquilli. Ci saranno?

Ed è qui che entra in gioco i “genitori in fuga” niente di più azzeccato alla situazione! (GRAZIE GAIA E MICHAEL)

Viene cioè il momento di “staccare” dal tran tran familiar quotidiano per immergersi anche solo per breve tempo nella ormai desueta ma imprescindibilmente rinnovabile vita a due.

Dico breve tempo intendendo proprio lo spazio di un week end od anche solo di 24 ore (sono io infatti la prima che fatica a stare lontana dai figli per più giorni), spazio sufficiente comunque a ricaricarsi in quanto pur trattandosi di poco tempo, vivendolo intensamente ed in modo completamente diverso, “straordinario”, la sensazione è quella di essere stare via molto più a lungo, si avverte cioè l’impressione di una completa e rigenerante evasione dalla routine.

E la cosa migliore in tutto ciò, è che non siamo solo noi coppia a beneficiarne ma anche i figli che si ritrovano due genitori ricaricati, rinvigoriti e sicuramente più disponibili e ricettivi alle loro esigenze: perché la qualità del tempo che si trascorre con loro (se di “buona” qualità si tratta) è notevolmente più importante della quantità (intendo ad esempio quelle lunghe giornate in cui esasperati si passa da uno strillo all’altro…).

Per cui concludo (finalmente) con un BRAVI MICHAEL E GAIA per la vostra assai brillante idea, sperando di apportarvi numerosi resoconti di nostre future“fughe”: perché (e qui rispondo al mio Davide) cercherò di provare e con te imparare a saltare ogni tanto da quel tuo tanto odiato treno per tornare così a riassaporare la nostra “libera” intimità.

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